Sospensioni a balestra
Sospensioni a balestra https://www.veiricambi.it/wp-content/themes/corpus/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 VEI Ricambi VEI Ricambi https://www.veiricambi.it/wp-content/themes/corpus/images/empty/thumbnail.jpgSospensioni a balestra
Le balestre sono fogli d’acciaio armonico che fungono da molle/sospensioni, utilizzate sulle vetture (in passato), sui veicoli leggeri, su quelli pesanti e nel settore ferroviario.
Possono essere utilizzate sia come sospensioni anteriori, sia come posteriori.
Sono costituite da una o più foglie, chiamate anche lame.
La prima lama è denominata madrifoglia, o foglia maestra e può terminare con 3 diversi tipi di occhio: verso l’alto, verso il basso o posizionato a metà (stampato).
Se composte da più foglie, le balestre sono tenute assieme da un perno centrale, chiamato anche pitone, che attraversa il pacco balestra attraverso un foro fatto al centro (oppure a qualche cm dal centro esatto).
Un lato è della balestra è sempre fisso, ancorato al telaio del mezzo attraverso un silentblock che permette piccoli movimenti (oscillazioni) della balestra, mentre dall’altro lato c’è il cosiddetto biscottino, che ne permette escursione ed estensione.
Due staffe metalliche, chiamate anche cavallotti o graffe, fissano infine la balestra sull’assale (tipicamente di forma quadrata o tonda).
Tipologie di balestre
- Balestra semiellittica (tradizionale)
Le foglie hanno spessore costante.
Il pacco balestra è spesso costituito di varie foglie con lunghezza a scalare, nel quale la madrifoglia è considerata la prima lama ed è sempre la più lunga.
Talvolta un pacco balestra aggiuntivo, detto balestrino o reazione, viene previsto per entrare in funzione quando il mezzo è molto carico fungendo da rinforzo e supporto alla balestra standard.
- Balestra parabolica
Le foglie hanno spessore variabile nella loro lunghezza.
La misura esatta dello spessore si prende al centro, o comunque dov’è posizionato il perno centrale.
Le varie lame hanno più o meno la stessa lunghezza.
Talvolta una o più foglie aggiuntive, dette foglie di reazione, sono previste per entrare in funzione quando il mezzo è molto carico.
- Balestra a trave (o tirante)
E’ chiamata anche braccio, o tirante ed è parte integrante della sospensione pneumatica di mezzi pesanti su cui viene alloggiata anche una molla ad aria, chiamata normalmente diapress.
Come per le tipologie tradizionali, da una parte è fissata all’assale tramite un silentblock.
Sul lato liscio invece, è fissata attraverso la molla ad aria, la sospensione pneumatica, che viene installata sulla balestra attraverso una o due viti di fissaggio.
Come si misurano
Per trattare l’argomento in modo esaustivo, bisogna considerare almeno 3 situazioni. Nella prima immagine, andiamo a misurare una singola foglia di balestra; nella seconda, capiamo come misurare una balestra composta da più foglie; nell’ultima, vediamo come misurare una balestra a trave.

Le misure fondamentali sono 3: larghezza della balestra; spessore della balestra; le due misure di lunghezza, prese da centro occhio al foro, poi ancora dal foro al centro del secondo occhio (misure definite a volte interasse dx/sx); infine la freccia, che determina il raggio di curvatura della balestra stessa.

Nel caso di una balestra composta da più foglie, è importante capire: larghezza della balestra; numero di foglie/lame di cui è composta; spessore totale (inteso come dimensione in verticale) della balestra; poi le due misure di lunghezza della madrifoglia. Una precisazione: la madrifoglia è sempre numerata come 01 e mano a mano le altre foglie sono 02, 03… fino alla più corta che chiude il pacco balestra. A volte è determinante capire anche lo spessore delle singole foglie, poiché esistono versioni diverse della stessa balestra, che differiscono appunto solo dallo spessore delle lame – più o meno spesse. Nel caso di balestre senza occhi, le misure interasse dx/sx vengono prese sulla madrifoglia, dal primo lato al centro, dal centro al secondo lato. La freccia solitamente è la misura meno importante, in ogni caso si prende la misura della perpendicolare sul foro centrale, alla linea che collega il centro degli occhi.

Le misure principali da rilevare su una balestra a trave sono quelle già viste in precedenza (larghezza, spessori, interassi). Ci sono però alcune peculiarità: la madrifoglia ha solo un occhio, dall’altra parte la balestra termina sempre liscia; dove viene alloggiata la sospensione pneumatica, ci sono sempre uno o più fori di cui è importante capire diametro e vari interassi – come nell’esempio; è poi fondamentale determinare bene com’è fatta la curva, o seggiola, misurando con precisione l’alzata verticale – di nuovo come nell’esempio.
Perni e silentblock
Gli occhi delle balestre, completi di silentblock (o comunemente anche boccole) sono ancorati al telaio e al biscottino attraverso dei perni. Ne esistono di decine di forme e misure in funzione del produttore che li ha progettati, del tipo di balestra/sospensione sui quali devono essere montati, dei carichi che devono supportare. A volte hanno una squadratura sotto alla testa per essere posizionati in modo corretto, a volte sono conici o eccentrici, piuttosto che cilindrici.
Come anticipato, la funzione dei silentblock è quella di assorbire i colpi ricevuti sulla sospensione, grazie alle sue due anime che insistono sul centro in gomma (oppure grazie alla sua anima centrale, rivestita di gomma dura). Sono pensati e progettati per rimanere bloccati nella loro posizione, non devono subire strisciamenti o essere stretti in modo blando. Un accorgimento importante per il montaggio, è quello di effettuare il serraggio con il veicolo a terra: in questo modo la posizione neutra di lavoro sarà quella corretta ed il tempo di utilizzo sicuramente massimizzato; in caso contrario, le boccole non lavoreranno in modo corretto, poiché fissate nella posizione di lavoro con l’assale staccato dal telaio, che si sposterà quando le ruote saranno appoggiate a terra.
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